Cosa è lo sconto in fattura e come cambia nel 2020?

Nel 2019 per dribblare la mancanza di liquidità dei consumatori che desiderano effettuare degli interventi di riqualificazione su edifici è stata introdotta un’altra misura: lo sconto in fattura, ovvero una modalità di rimborso che consente al privato o all’azienda che effettua interventi di riqualificazione energetica uno sconto di pari importo applicato direttamente sulla fattura dal fornitore che li esegue. In pratica l’impresa che effettua l’intervento si fa carico di anticipare al cliente la somma detraibile dalle imposte. A sua volta l’impresa acquisisce dal cliente il credito di imposta maturato per effetto dell’attività di efficientamento realizzata.

Questa opportunità, poco utilizzata fino ai primi mesi del 2020, è oggi molto più percorribile in quanto i nuovi decreti hanno aperto agli istituti bancari la possibilità di farsi direttamente acquirenti del credito di imposta maturato presso le imprese, di fatto scontandolo e liquidandolo direttamente in conto corrente.

Cosa è la cessione del credito?

La norma tributaria prevede la possibilità per il privato/impresa che effettua determinate tipologie di intervento su edifici esistenti ( ad es. interventi di messa in sicurezza sismica/interventi di efficientamento energetico) di detrarre parte dell’importo speso per tali lavori dalle proprie imposte.

L’importo cui il contribuente ha diritto per effetto di queste disposizioni viene definitivo “credito d’imposta”.

Il legislatore negli ultimi anni per incentivare la messa in opera di interventi per la riqualificazione energetica e per la messa in sicurezza antisismica degli edifici, ha reso possibile per il contribuente cedere detto credito a soggetti terzi, ovvero ai fornitori dei lavori, ma  anche ad altri soggetti privati, come associazioni e consorzi, e a società che forniscono servizi energetici accreditate ufficialmente dal GSE, nonché, dal 2020, anche a istituti bancari e altri intermediari finanziari. 

In pratica viene ceduto ad altri soggetti un credito pari alla detrazione lorda spettante come pagamento di una parte della spesa. Al fornitore, da parte sua, lo sconto viene rimborsato sotto forma di credito d’imposta.  Per esempio, si cede la detrazione ai fornitori che hanno eseguito i lavori ottenendo uno sconto immediato sui costi dell’intervento.  Il fornitore poi può a sua volta cederlo ad un istituto bancario ottenendone in cambio liquidità.

L’importo della detrazione viene definito dalla norma tributaria specifica, così ad esempio, per un intervento di riqualificazione energetica l’importo della detrazione può spettare in misura diversa ( dal 65% o al 110%) in funzione della tipologia di intervento che viene effettuato e detta percentuale viene calcolata in funzione di un tetto  massimo di spesa, anch’esso definito dalla norma.

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