INFORTUNI E MALATTIE PROFESSIONALI

L’attività lavorativa, come tutti ben sappiamo, può esporre i lavoratori ad alcuni rischi che se non correttamente gestiti possono dare, come conseguenza, un infortunio o una malattia professionale.

Si parla di infortunio quando si verifica un evento avverso generato da una causa violenta in occasione di lavoro dal quale derivi la morte, l’inabilità permanente o l’inabilità assoluta temporanea per più di tre giorni. Viene considerato infortunio anche l’evento avverso determinato da causa violenta che avviene durante il normale tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro (infortunio in itinere).

La malattia professionale, non è caratterizzata da una causa violenta, ma si sviluppa nel tempo per l’esposizione a fattori di rischio presenti nell’ambiente di lavoro. E’ caratterizzata da un’azione lenta sull’organismo. La causa deve essere diretta ed efficiente, cioè in grado di produrre l’infermità in modo esclusivo o prevalente: le malattie devono essere contratte nell’esercizio e a causa delle lavorazioni rischiose. È ammesso, tuttavia, il concorso di cause extraprofessionali, purché queste non interrompano il nesso causale in quanto capaci di produrre da sole l’infermità. 

L’importanza del DVR

La valutazione dei rischi permette di portare in risalto le attività che possono esporre maggiormente i lavoratori ad infortuni e/o malattie professionali.

Gli infortuni più frequenti sono:

  • Investimento
  • Schiacciamento
  • Caduta dall’alto
  • Contusioni, distorsioni
  • Ferite da taglio

Le malattie professionali più frequenti sono:

  • Asbestosi derivante da esposizione ad amianto
  • Silicosi derivante da esposizioni a silice
  • Malattie dell’apparato muscolo- scheletrico
  • Ipoacusia da rumore
  • Malattie cutanee

Lo scopo del DVR è quello di delineare gli interventi che devono essere attuati al fine di eliminare o ridurre al livello più basso possibile tutti i rischi per la salute e la sicurezza derivanti dall’attività lavorativa e quindi di ridurre il numero di denunce all’INAIL.

DIMOSTRAZIONE DI INFORTUNIO O MALATTIA PROFESSIONALE

Il nesso causa-effetto in un infortunio è facilmente correlabile all’evento stesso, ne richiede comunque un analisi circa l’accertamento della dinamica.

Fare diagnosi di malattia professionale, invece, è un processo che richiede molto tempo; per cercare di semplificare la correlazione tra attività lavorativa e malattia, l’INAIL ha predisposto delle tabelle che permettono di suddividere le malattie professionali in tabellate e non tabellate:

  1. Malattie tabellate: non è necessario dimostrare il nesso di casualità professionale,
  2. Malattie non tabellate: è necessario dimostrare il nesso di casualità a carico del lavoratore.

RESPONSABILITA’ DEL DATORE DI LAVORO E DEI LAVORATORI

In caso di infortunio, il Datore di Lavoro (di seguito DL) deve darne comunicazione all’INAIL entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico che, tra le varie informazioni, riporta la diagnosi e il numero di giorni di inabilità temporanea al lavoro. In caso di inabilità temporanea al lavoro superiore ai tre giorni la comunicazione all’INAIL risulta essere una vera e propria denuncia, se inferiore ai tre giorni, invece, resta una comunicazione utile ai fini statistici e informativi. In caso di mancata denuncia all’INAIL entro i tempi prestabiliti il DL può essere sottoposto a sanzione amministrativa.

Il lavoratore, invece, in questo caso deve provvedere a ricevere le cure necessarie recandosi presso l’infermeria dell’azienda, dal proprio medico curante o al pronto soccorso, ciò è fondamentale al fine di ottenere il certificato medico.

In caso di malattia professionale, il DL deve presentare la denuncia di malattia professionale entro 5 giorni dalla ricezione del certificato da parte del lavoratore.

Il lavoratore, in questo caso, per ottenere il riconoscimento di malattia professionale deve:

  • Se svolge ancora l’attività lavorativa è tenuto a denunciare la malattia professionale al proprio datore di lavoro entro 15 giorni dalla manifestazione della stessa allegando il certificato medico.
  • Se non svolge più l’attività lavorativa egli può allora procedere in autonomia, per presentare la denuncia all’INAIL.

Una volta denunciata la malattia, l’INAIL deve certificare o meno la malattia professionale attraverso un iter ben definito, al termine del quale, se viene riconosciuta la malattia professionale il lavoratore inizierà a percepire un’indennità economica.

ASPETTO ASSICURATIVO

Le attività lavorative, solitamente prevedono delle polizze assicurative per la copertura del rischio RCO/T aziendale, con particolare riferimento alla copertura per malattie professionali. Qualora la copertura non sia presente, il rischio resta interamente in capo all’azienda.

Le coperture assicurative, in genere, prevedono coperture su tale rischio che vanno oltre i 2 anni dalla cessazione dell’attività del dipendente. E’ fondamentale, quindi, valutare i rischi lavorativi al fine di ridurre l’insorgenza di tali malattie.