SILICE LIBERA CRISTALLINA, IN ELENCO CANCEROGENI: ADEMPIMENTI CONSEGUENTI

15 Ottobre 2021

Come visto nel precedente articolo, la Silice libera cristallina (SiO2) risulta inserita tra gli agenti cancerogeni: “Lavori comportanti esposizione a polvere di silice cristallina respirabile generata da un procedimento di lavorazione”. La modifica normativa ha introdotto anche il Valore limite di esposizione occupazionale pari a 0,1 mg/mc.

ANALISI IN AMBIENTE DI LAVORO

Ai fini della valutazione del rischio professionale, gli esiti dei campionamenti della concentrazione di silice libera cristallina (SLC) respirabile, sono posti a confronto con il Valore limite di esposizione professionale ponderato di 8 ore.

Campionamento personale della frazione respirabile, utilizzando un campionatore portatile fissato sugli indumenti del lavoratore all'altezza delle vie respiratorie.

Campionamento ambientale della frazione respirabile, prelievi effettuati con un campionatore posto su un supporto statico, sempre ad altezza della zona respiratoria dei lavoratori.

Campionamento massivo, effettuato su fanghi o polveri presenti sulle superfici dei luoghi di lavoro.

Per la misurazione dell’esposizione, i campionamenti di tipo personale sono sempre da preferire a quelli ambientali in quanto espressione diretta del profilo di esposizione del lavoratore (norma UNI EN 689).

SORVEGLIANZA SANITARIA

I lavoratori per i quali la valutazione dell’esposizione ha evidenziato un rischio per la salute, sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria. Il datore di lavoro, acquisito il parere del medico competente, adotta misure preventive e protettive per i singoli lavoratori sulla base delle risultanze degli esami clinici e biologici effettuati. Se in lavoratori esposti in modo analogo, gli accertamenti sanitari evidenziano l’esistenza di un’anomalia, il medico competente ne informa il datore di lavoro, il quale procederà:

  1. all’aggiornamento, revisione della valutazione del rischio
  2. alla ripetizione delle analisi in ambiente di lavoro, per verificare l’efficacia delle misure adottate

La sorveglianza sanitaria per gli esposti a SLC, in aggiunta al protocollo standard, tipicamente prevede la verifica clinico-anamnestica dell’assenza di TBC (tubercolosi) e malattie reumatiche/autoimmuni, spirometria, eventuale RX radiografia al torace per pregressa esposizione o prevista severa esposizione.

Il medico competente fornisce ai lavoratori adeguate informazioni sulla sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti, fornisce indicazioni riguardo all’opportunità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche una volta cessata l’attività lavorativa.

REGISTRO DI ESPOSIZIONE, TRASMISSIONE E AGGIORNAMENTO

Dal 10 febbraio 2021 il Datore di lavoro, anche avvalendosi di un soggetto delegato, può ottemperare all’obbligo di trasmettere ed aggiornare il Registro di esposizione (Registro degli esposti) esclusivamente in modalità telematica, raggiungibile su piattaforma www.inail.it (Registro esposizione – INAIL).

Il Registro contiene i nominativi dei lavoratori esposti, l’indicazione dell’agente cancerogeno a cui sono esposti e l’esito delle analisi e della valutazione effettuate.

Coerentemente con quanto previsto per la Valutazione del rischio, il Registro di esposizione deve essere aggiornato decorsi tre anni dalla precedente valutazione, aggiornamento anticipato nel caso siano intervenute modifiche al processo produttivo rilevanti ai fini della salute e sicurezza sul lavoro.

La gestione telematica del Registro di esposizione ad agenti cancerogeni ha sostituito a tutti gli effetti di legge la consegna di una copia del Registro all’INAIL e all’Organo di Vigilanza competente per territorio (SPISAL), ripetuta a cadenza triennale in funzione dell’aggiornamento obbligatorio.

QUALI SONO I SETTORI, LE ATTIVITA' E LE LAVORAZIONI MAGGIORMENTE A RISCHIO DI ESPOSIZIONE

I dati relativi all’insorgenza di malattie professionali registrano cluster in settori inattesi quali il comparto orafo, quello odontotecnico, la lavorazione dei marmi tecnici e dei materiali agglomerati. A questi si aggiungono le criticità di settori tradizionalmente esposti al rischio silicosi quali l’edilizia, il settore estrattivo, la produzione di laterizi.

Di seguito, un elenco non esaustivo dei settori e comparti in cui la silice libera cristallina può risultare presente:

  • industria estrattiva e lavorazione di materiali lapidei (inerti, materiali da costruzione, pietre ornamentali)
  • produzione di ceramiche (impasti e smalti vetrosi, piastrelle, sanitari ecc.)
  • produzione del vetro (la sabbia silicea è una delle materie prime utilizzate)
  • cementifici (silice presente nella miscela usata per la produzione del clinker)
  • fonderie (la sabbia silicea è impiegata per gli stampi)
  • settore edile (malte, cemento, laterizi, rivestimenti, pavimenti, demolizioni, apertura tracce, sabbiature ecc.)
  • produzione di laterizi
  • settore orafo
  • settore farmaceutico (produzione paste dentarie)
  • settore tessile (sabbiatura di tessuto denim, invecchiamento jeans).

Rileva infine osservare quanto l’INAIL ha disposto ai fini della riduzione del premio 2021, tabellando l’intervento di miglioramento C-2.3:

L’azienda ha adottato misure che hanno portato o mantenuto i livelli di esposizione personale dei lavoratori a silice libera cristallina respirabile al di sotto del valore di 0,05 mg/m3”. “L’intervento è applicabile nei seguenti ambiti lavorativi: a) Settore ceramiche piastrelle b) Fonderie: c) Settore lapideo d) Scavi di gallerie”.

LA PROPOSTA DI IMPRENDO

Imprendo propone un servizio integrato dedicato alla corretta Valutazione del rischio da esposizione alla silice libera cristallina: analisi in ambiente di lavoro, campagna di campionamenti, Valutazione del rischio, apertura-aggiornamento del Registro di esposizione, formazione dei lavoratori esposti.

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