WorkAir, l’innovativo dispositivo di protezione individuale made in Vicenza

23 Settembre 2022
WorkAir l’innovativo dispositivo di protezione individuale made in Vicenza

WorkAir è un dispositivo di protezione individuale innovativo; nasce da un’idea di Lino Dainese che, tramite la start-up D-Air Lab fondata nel 2015, si pone l’obiettivo di individuare nuove applicazione della tecnologia D-air®, il sofisticato airbag per la protezione della persona messo a punto dall'azienda vicentina Dainese.

Progettare e diffondere la sicurezza delle persone nelle attività quotidiane” è la mission di D-Air Lab. Correva l’anno 2000 quando Dainese presenta il primo prototipo del D-Air successivamente declinato nelle versioni Racing, Ski per agli atleti di sci e ora Work da parte di D-Air Lab.

Cos’è WorkAir?

WorkAir è il primo airbag per la protezione dei lavoratori in altezza ad essere industrializzato e certificato come Dispositivo di Protezione Individuale. WorkAir, come riporta l’azienda, è totalmente progettato e prodotto in Italia: applica al mondo del lavoro la tecnologia del Vestito Intelligente proveniente da Dainese.

Studiato e i ideato per i lavoratori in quota, riesce a proteggere efficacemente la schiena e il torace con i suoi organi vitali: a partire dal momento del riconoscimento dell’incidente, gonfia il sacco in appena 40 millisecondi.

Cosa si intende per lavoro in quota?

Per lavoro in quota s’intende l’attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2.00 metri rispetto ad un piano stabile (art. 107 D.Lgs. 81/08 e s.m.i.).

Questo rischio raggiunge il suo massimo nei cantieri temporanei e mobili dove le lavorazioni in altezza vengono svolte quotidianamente.

L’importanza dei dispositivi di protezione per i lavori in quota

La concreta riduzione dei rischi per i lavoratori avviene tramite la formazione, l’addestramento e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale: infatti, l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall’alto è subordinato all’avvenuto addestramento dell’operatore (art. 36-37 D.Lgs. 81/08 e s.m.i.).

I dispositivi di protezione si dividono in DPC (Dispositivi di Protezione Collettiva) e DPI (Dispositivi di Protezione Individuale), dove per i primi viene data priorità, come insegnano le best practise di sicurezza. Sono DPC le reti di sicurezza e i parapetti, mentre tra i DPI per la protezione contro la caduta dall’alto troviamo le imbragature di sicurezza, l’elmetto protettivo, le linee vita, i dispositivi di ancoraggio ecc.

Per quanto concerne la formazione, per questo tipo di rischio è previsto un corso specifico denominato D.P.I. III Categoria: Dispositivi anticaduta e lavoro in quota.

Chi definisce quale DPI utilizzare?

Il datore di lavoro deve mettere a disposizione dei lavoratori attrezzature conformi ai requisiti di cui all’art. 70, idonee ai fini della salute e sicurezza e adeguate al lavoro da svolgere. In relazione al tipo di attrezzature di lavoro adottate deve individuare anche le misure atte a minimizzare i rischi per i lavoratori e il WorkAir risulta essere un ottimo candidato.

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