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Settimana Europea della Sicurezza: 3 fatti che i dati 2026 raccontano alle imprese

22 Ottobre 2026
settimana sicurezza 2026 imprendo torri di quartesolo

Ci sono settimane in cui parlare di sicurezza sul lavoro è un dovere, e altre in cui è anche un'occasione concreta. Questa è una delle seconde. Dal 19 al 25 ottobre si svolge la Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, e arriva pochi tempo dopo la pubblicazione degli ultimi dati INAIL, che raccontano un 2026 in cui il fenomeno infortunistico è tornato a crescere.

Cosa dicono i numeri 2026 fino ad oggi

I dati sono provvisori, e l'INAIL stesso invita alla cautela, soprattutto sui casi mortali, ma la direzione è chiara.

  • Infortuni in occasione di lavoro: 285.811 denunce (al netto degli studenti), il 5,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. In rapporto agli occupati, l'incidenza sale del 3,9% sull'anno scorso, pur restando sotto i livelli del 2019.
  • Infortuni mortali sul lavoro: 498 denunce contro le 488 del 2025. Le Costruzioni (83 casi) e il Trasporto e magazzinaggio (68) restano tra i settori più colpiti.
  • Infortuni in itinere: 66.149 denunce, in aumento del 7,0%. I casi mortali sono 191, cinque in più dell'anno scorso.
  • Studenti: 52.849 denunce, il 5,2% in più, con 12 casi mortali contro i 7 del 2025.
  • Malattie professionali: 74.542 denunce, oltre 10mila in più (+16,3%). Le prime tre categorie sono le patologie osteo-muscolari, quelle del sistema nervoso e quelle dell'orecchio, seguite da tumori e malattie respiratorie.

Sul fronte dei settori, tra gli incrementi di infortuni spiccano la Sanità e assistenza sociale (+6,9%), i Servizi di alloggio e ristorazione (+4,1%) e il Trasporto e magazzinaggio (+3,9%). Crescono le denunce in tutte le aree del Paese, con punte nelle Isole e nel Lazio. L'aumento riguarda uomini e donne, lavoratori italiani e stranieri, e tutte le fasce d'età, in particolare gli over 60 e i 20-29enni.

Perché i dati contano anche per la tua azienda

È facile leggere queste statistiche come qualcosa di lontano. In realtà ci dicono almeno tre cose utili a chi gestisce un'impresa.

Il rischio non è solo quello "tradizionale". Una parte consistente delle denunce riguarda il tragitto casa-lavoro, e la crescita delle malattie professionali ricorda che i danni alla salute si accumulano nel tempo, senza un evento clamoroso.

Nessun settore è al riparo. Gli aumenti toccano comparti molto diversi tra loro, dall'assistenza sociale alla ristorazione, dal manifatturiero ai servizi alle imprese.

Le persone più esperte e quelle più giovani sono entrambe esposte. Per questo la formazione deve essere pensata per target diversi, e aggiornata con regolarità.

Da dove cominciare, concretamente

La Settimana europea resta è un buon pretesto per fare il punto in azienda:

  1. Riguarda il Documento di Valutazione dei Rischi e verifica che sia aggiornato rispetto a mansioni, impianti e organizzazione del lavoro.
  2. Controlla lo stato della formazione di lavoratori, preposti, RSPP e RLS, e le scadenze degli aggiornamenti.
  3. Considera i rischi spesso trascurati: spostamenti casa-lavoro e per lavoro, movimentazione manuale, posture, rumore, stress.
  4. Coinvolgi le persone. Un confronto con i lavoratori e con l'RLS porta spesso alla luce criticità che le carte non mostrano.

Il nostro modo di stare accanto alle aziende

Seguiamo da anni aziende del vicentino e del Veneto, in particolare nei comparti metalmeccanico ed edile, dove il rischio è più alto e la sicurezza non si può affidare a un consulente che cambia ogni anno. Per questo lavoriamo con tecnici interni, che restano gli stessi nel tempo: conoscono la storia dell'azienda, le sue esigenze e le personalizzazioni di cui ha bisogno.

Ci guidano tre parole: professionalità, persone, prevenzione.

Parliamo in modo chiaro, con dati e fatti, e cerchiamo di rendere comprensibile anche ciò che è complesso. Non per allarmare, ma perché chi guida un'azienda possa conoscere i rischi che corre e scegliere con consapevolezza. Siamo convinti che chi lavora in un ambiente sicuro, fisicamente e mentalmente, dia il meglio di sé.

In conclusione

I numeri del 2026 non sono una condanna, ma un promemoria: la sicurezza non si consolida da sola e i progressi vanno difesi ogni anno. La Settimana europea offre occasioni di confronto e riflessione

Se in questi giorni ti sei accorto che qualche tassello andrebbe rivisto, non serve fare tutto subito.

Se ti fa piacere confrontarti su formazione e servizi di sicurezza per la tua azienda, noi ci siamo: scrivici o chiamaci quando vuoi, per una chiacchierata senza impegno.

Perché è fondamentale investire nella formazione sulla sicurezza?

Perché informare in modo eccellente significa anticipare le criticità. La formazione rende le persone consapevoli dei rischi che corrono ogni giorno, permettendo loro di proteggere la propria vita e salvaguardare il capitale umano dell'azienda.

A chi si rivolgono principalmente i vostri servizi?

Il nostro target principale è costituito dalle aziende del Vicentino e del Veneto, in particolare rischio alto; ma mettiamo in campo la nostra lunga esperienza territoriale per offrire un ascolto e un'analisi profonda delle dinamiche produttive per ogni fascia.

Qual è l'obiettivo pratico della Settimana Europea per la Sicurezza?

La Settimana Europea si configura come un catalizzatore di interventi formativi, seminari tecnici e tavoli di confronto istituzionale volti al coinvolgimento attivo di datori di lavoro, RSPP/ASPP, Medici Competenti e RLS. L'obiettivo è trasformare l'obbligo normativo in una prassi di benessere organizzativo

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